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QUELLE CHE … MA TUO MARITO TI AIUTA?

theprince

 

Non sono mai stata una grande fan di quelle donnine perfette che vivono nella loro casina perfetta. Mi sono sempre dedicata alla cura della casa con distacco, noia, scazzo e parecchio snobbismo.

Non fraintendetemi, non ho mai vissuto in un letamaio, ma riguardo al bordello sparso in giro per casa, posso dire di esserci andata parecchio vicino. Ho sempre preferito un aperitivo all’idea di rinchiudermi in casa per pulire. A volte io e mio marito ci siamo perfino chiesti ogni quanto tempo era considerato “politically correct” lavare le tende di casa.

Devo ammettere, però, che da quando ci siamo creati un piccolo rifugio tutto nostro, abbiamo incominciato a dedicare qualche attimo in più per rendere la casa pulita ed accogliente. Forse solo perché ora è nostra e la sentiamo tale, forse prima rifiutavamo ogni legame con la bettola che avevamo in affitto. Sta di fatto che ad oggi, sentiamo quasi spontaneamente il piacere di accudire la nostra piccola oasi di intimità.

Sono però due le cose che non vedrete mai in casa nostra: una donna che suda e smadonna tra stracci e polvere come Cenerentola e un uomo svaccato sul divano con birra e telecomando stile Homer Simpson.

Io e mio marito abbiamo da sempre suddiviso i compiti da svolgere e senza neanche metterci a tavolino a stilare una lista di cose da fare. Semplicemente, chi ha tempo e voglia la fa, l’altro si riposa e farà qualcos’altro dopo. Oppure, insieme, uno incomincia a pulire il bagno, l’altro parte dalla cucina: musica a palla e coccole fra una passata e l’altra di mocio. L’abbiamo sempre fatto e sempre lo faremo. Per anni, parlando con persone al di fuori, mi sono quasi sentita una miracolata: “che fortuna che hai”, mi dicevano e mi dicono tutt’oggi. Io non riuscivo a capire di cosa stessero blaterando. O azzarderei il termine “di che cosa mi stessero accusando”, viste le occhiate di odio e le frecciatine che mi venivano lanciate. Soffermandomi a pensare, ho trovato cosa suona strano in queste mezze frasi.

Care le mie signore che per anni mi avete ammorbato su quanto io abbia avuto la fortuna di incontrare un uomo come il mio. La mia non è fortuna. Non ho pescato a caso un marito infilando la mano in un sacchetto pieno di nomi ed estratto uno fra tanti. Quella sì, sarebbe stata fortuna. Io l’ho scelto e lui ha scelto me. Voglio dire, voi invece? Non avevate il sentore che il vostro uomo fosse un nullafacente? Non avete mai fatto una vacanza insieme? Una persona non può cambiare da un momento all’altro; se prima era coccolato, viziato e riverito da mammà, per quale strana coincidenza degli astri, pensavate che da sposati fosse poi differente?

Ho sentito cose talmente assurde da farmi strabuzzare gli occhi. Uomini che spargono indumenti in giro per casa, che pretendono la biancheria pronta e stirata e la cena in tavola e mariti che non sanno nemmeno farsi un primo piatto se lasciati da soli in casa.

Ma seriamente?

Dobbiamo quindi presupporre che questo uomo sia passato direttamente dalla casa dei genitori alla vostra. Senza passare dal via dell’autonomia nel vivere da solo. Quindi, ok per giovani uomini sui vent’anni, ma intorno ai trenta, scusate, gli appuntamenti intimi erano svolti in macchina? Io da 36enne, mi sarei posta un dubbio nel vedere un mio coetaneo vivere ancora in casa dei genitori, se ci pensate, poi,  succede solo nel bel paese, visto che all’estero, spesso, dopo il college e il primo lavoro, i figli diventano indipendenti e vanno a vivere da soli.  A volte in Italia, purtroppo, subentra il non trovare un lavoro che permetta le spese di vivere da soli. Spesso, ho il dubbio però, che sia una scelta di comodo per questi eterni teenager che si trovano troppo bene a casa dove tutto è pronto e fatto dalla mamma. E anche queste mamme, con la loro fissa di dover far da zerbino agli uomini di casa, convinte poi, che troveranno la nuora giusta a cui passare il testimone di “balia del piccolino”. Signore mie, lasciate che questi figli crescano, tagliate quel cordone ombelicale, fate dei vostri cuccioli degli uomini pronti e autonomi. Non perpetuate le usanze ereditate dalle zie e dalle nonne. Le ragazze ve ne saranno grate.

Tralasciando questo particolare, passiamo al fatto che entrambi i coniugi, si trovino a vivere da soli per la prima volta insieme. Odio quando sento frasi come “poverino, il mio mi aiuta tantissimo”. Aiuta tantissimo. Quindi stiamo dando per scontato che il compito sia mio e lui si degna di aiutarmi. Eh no. La casa è di entrambi, ci si aiuta, semmai.

Neanche mi soffermo sugli esemplari che non sanno fare niente. Ma come? Smontate e ricostruite motori, muri e impianti e vi fermate di fronte ad una pentola di acqua che bolle o al pulsante di una lavatrice? O siete stupidi o siete pigri. Proviamo a pensare che non siate del tutto rincoglioniti, allora forse siete solo degli scansafatiche. Di quelli furbi.

Una lancia a favore dei mariti volenterosi. Esistono donne martiri che vogliono fare tutto a modo loro, perché come lo fanno loro, non lo fa nessuno e guai ad aiutarle. Tanto non sareste in grado di compiere il miracolo di perfezionismo che raggiunge il lavoro della vostra psicotica consorte: “meglio che non gli faccio far niente, sennò poi mi tocca rifare tutto daccapo”. Ecco, lasciatele lì a lavorare, evidentemente, non hanno di meglio da fare che salire in cattedra, sono i guru delle casalinghe disperate, quelle che non escono se non hanno pulito anche l’ultimo stipetto, che non cucinano fritto sennò poi si sente in casa e che urlano se lasciate una goccina di acqua per terra dopo la doccia. Lo trovo un modo molto patetico di viversi la propria dimora. La propria esistenza tutta dettata dalla pulizia della casa senza riuscire a godere degli aspetti più profondi e belli che la convivenza porta. Ma, che dire, contente loro, contenti tutti.

Leggendo nel web, sentendo parlare in giro, mi accorgo che sempre di più, oggi come ieri, le categorie tendono ad essere ancora ben delimitate. La donna fa la donna e l’uomo fa l’uomo. Esistono fortunatamente uomini che si stupiscono quando sentono di mariti fannulloni e ridono pensando che forse neanche i loro nonni erano così inutili in casa. Molti si sentono giustamente adulti e pensano che essere autonomi sia una parte essenziale del crescere come persone e che così deve essere. Dio li benedica.

A tutti gli altri, auguro fortemente di trovare un clone della dolce mammina. Anche se trovo che non sia del tutto romantico vivere con una donna che vi intima di andare a lavarvi perché è pronta la cena.

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