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SELFIE, BRIDGE, AFTERSEX: quando una foto è di troppo

selfiemiao La mia gatta in un selfie sul divano

 Il “selfie” potrà anche essere una nuova tendenza, ma l’autoscatto è sempre esistito.

Chi di noi non ha mai usato l’autoscatto per immortalarsi in un posto nuovo. Io e mio marito nel nostro primo viaggio negli USA, avremo fatto un centinaio di “selfie” anche perché essendo in due, o fermavi di continuo qualcuno o rinunciavi alle foto di coppia. Certo, alcune erano storte, altre le abbiamo rifatte per chissà quante volte, sicuramente un dispendio inutile di energie, ma perché ora il selfie è diventato un fenomeno così famoso?

Adesso con i social network in pieno boom, questo semplice e scontato gesto, ha assunto un ruolo di importanza surreale: tutti ne parlano, tutti fanno a gara a chi fa lo scatto più divertente; insomma una tendenza che sta prendendo piede in maniera incontrollata.

Esci dal parrucchiere e tac, un bel selfie da pubblicare per mostrare ad amici e parenti il nuovo look. Foto con il sorriso. Foto con il broncio. Primo piano di lato, di fronte, con gli occhi socchiusi, con i capelli sciolti o con le trecce. Un domino fotografico che a volte rasenta l’assurdità. Anche io mi tiro dentro, ma spesso sono foto stupide fatte per ricordare il momento, come un diario di bordo. Credo di avere più foto con un drink in mano, che scatti da sola e so che c’è poco da vantarsene…

Un recente studio rivela che se hai un quantitativo enorme di selfie nel tuo profilo sul social network ( si parla di più di sei foto pubblicate al giorno), soffri di un disturbo della personalità in cui emerge una bassa autostima. Anche se  probabilmente arriverà la smentita sull’esistenza di questo studio (già si vocifera che sia una bufala) anche noi, qualche volta, ci siamo fatti prendere dal dubbio vedendo certi profili zeppi di auto miniature in tutte le forme. Ammettetelo. L’amica che si fotografa in ogni situazione, con ogni tipo di abito e con espressioni così sexy da farti venire dei dubbi sulla natura del suo profilo. Chi di noi non ha mai pensato tra sé :“ma quanto è megalomane?”. Le foto delle adolescenti (rigorosamente nel bagno) con pose da vamp, la foto del parente allo specchio. Tutte con quel braccio tirato verso l’alto per reggere il cellulare nello scatto. Che poi a volte ti chiedi come fanno, a stirarsi così tanto i muscoli del braccio e riuscire allo stesso tempo a mantenere una posa seria o un sorriso suadente.

Così alla fine, anche una semplice fotografia, ha cambiato il suo ruolo. Oggi nei social network è diventata qualcosa di più di un semplice click. E’ ormai un rito di gruppo nei viaggi, una palese esibizione di sé, un modo per far vedere quanto si è “cool” in quel momento. Un semplice autoscatto che prima era quasi scontato e divertente, sta diventando a volte irritante e fuori luogo? Pensiamo alla moda dell’estate scorsa: il “bridge“, la gettonatissima moda di fotografarsi da sdraiati e rigorosamente in bikini, immortalando le gambe e la parte inferiore dell’addome, creando, una sorta di ponte (da qui bridge) con il pezzo sotto del costume. Ovviamente, il ponte, si crea solo se hai una pancia piattissima, alla faccia di quelli come me che al massimo potranno creare un percorso di dossi; più che un “bridge”, direi un vallo di Adriano

Ma se pensate che ormai abbiamo toccato il fondo, vi dirò che vi sbagliate. C’è di peggio, perché come sempre le persone vogliono trovare qualcosa per spiccare: chi se ne frega se è triste quanto ridicolo. Come diceva la mia cara nonna, “nel bene o nel male, l’importante è che se ne parli”. E allora via, cosa possiamo ulteriormente aggiungere di diverso dalla solita e ormai scontata foto sul social? Una bella foto dopo aver fatto sesso! Eh già, con mio stupore e rassegnazione, l’ultima trovata è scattarsi una foto a letto (o dove la fantasia del momento vi ha portato) e poi pubblicarla come #aftersex…. MA VI SEMBRA NORMALE? Voglio dire, immaginate i primi che hanno avuto questa assurda idea. “Amore siamo stati meravigliosi, è stato stupendo, peccato non poterlo far sapere a tutti…aspetta, perché no?” e via con gli autoscatti del dopo piacere. Giuro, per quanto sia social addicted, non vedrete mai una mia foto del genere. Prometto che ve la risparmierò. Ma quello che mi spaventa (anche no, diciamo incuriosisce) di più, è che una volta vista una foto del genere, dove si è quasi nella maggior intimità che una persona possa avere, che si inventeranno dopo? Una foto auto-celebrativa del durante? Un click dopo una bella sessione a tu per tu con il water?

Sapevamo di rasentare il limite nel momento in cui iniziammo a pubblicare  foto in cucina ai fornelli, in spiaggia con una birra, ma quand’è che abbiamo deciso di ammorbare le persone con mille scatti ritraenti ogni singola azione della giornata? Cerchiamo di lasciare che gli amici immaginino qualcosa, sforziamoci di non rivelare ogni nostro segreto. A me personalmente non è ancora capitata la coppia esibizionista, ma non credo sarei in grado di assistere in silenzio e voi? Qualche battuta la tirereste? Anche un semplice “perché?” per far capire l’incredulità che stiamo provando?

E allora saremmo complici di questo fenomeno.
Perché ricordate: “l’importante è che se ne parli”.

 

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