VEGANI VS CARNIVORI: QUAL E’ LA SOLUZIONE?

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Proprio mentre già mi pregusto e mi lecco i baffi in vista della costata succulenta che ho in programma di mangiare questa sera, ecco che mi compaiono link e articoli sulla dannosità e sugli effetti negativi che l’alimentazione ha sulla salute umana. Ovvio, dico io, che mangiare cibo spazzatura tutti i giorni non fa senz’altro bene, ma il resto? Allora quasi spinta da una forza interiore che morbosamente ne vuole sapere di più, mi ritrovo ad aprire pagine su pagine elencanti i benefici di una dieta vegana.

Io non so nulla su questo argomento, quindi mi limiterò ad un racconto di quelle che sono state le mie sensazioni.
Curiosità, incredulità, paura, convinzione, perplessità.
Ho incominciato a leggere ogni sorta di articolo riportante le parole “cancro e alimentazione“. Ho dovuto sopprimere il senso di ansia che mi è venuto nel leggere tutto quell’elenco di cibi proibiti e dannosi che io invece ingurgito senza pietà. Ho incominciato un pochino a sudare freddo e mi son detta: “mah proseguiamo, vediamo dove mi porta“.
La carne rossa fa male, anzi malissimo. Le proteine animali sono nocive. Le carni cotte alla griglia, poi, sono pericolosissime: la mia costata tanto sognata di stasera, sta assumendo la forma di un teschio nella mia mente. Oddio e ora?
Verdura, frutta, fibre, pesce. Una serie infinita di alimenti che aiutano l’organismo.
Fritti, carni, insaccati. Una serie infinita di adorabili cibi che danneggiano il corpo.
La mia mente esplora nei ricordi. Ma io, come ho mangiato nel corso della mia vita? Inesorabile risposta del mio cervello ormai fuso dalle informazioni: “lasciamo perdere“.
Ho mangiato sempre male e troppo? Si.
Ho abusato di aperitivi, grigliate e latitato di verdura e vitamine? Si.
Sto sudando freddo, ve lo giuro. E mi chiedo: “è ancora possibile fare una retromarcia immediata per contrastare i casini alimentari che ho combinato?”
Non so ancora praticamente nulla su questo argomento, ma quello che più mi sta lampeggiando davanti agli occhi è : “la paura è abbastanza forte per potersi dare una svegliata o basta che mi si presenti davanti un piatto fumante di patatine fritte, per dimenticarmi di quanto siano nocive?”.
Io mi conosco. Rinuncerei sul serio, da ora e per sempre alle buone e profumate grigliate estive con gli amici? Sono una delle cose che più adoro al mondo. E poi ancora penso che io di carne, in effetti, non ne mangio molta, devo eliminare anche quell’unica scarsa bistecca che mi concedo quella volta al mese? Inconsciamente comincio a rassicurarmi. Una volta al mese è poco, sarà mica quella che fa male?
La mia forza di volontà è così forte da impormi tali limiti o finirei col pensare che tanto di qualcosa si deve pur morire?
Filosoficamente parlando, è meglio aggiungere giorni alla vita o vita ai giorni?
Questo perché, onestamente parlando, potrei giurare di non essere in grado di vivere da qui fino al resto dei miei giorni rinunciando a ciò che più mi piace. Non dico di mangiarsi un bue al giorno o di buttare giù litri di alcool e schifezze varie. Ma sarei pronta a dire per sempre addio a quei deliziosi manicaretti tanto buoni ma anche tanti cattivi?

Poi, come sempre succede quando ci si deve liberare da una dipendenza, il mio cervello incomincia a formulare delle attenuanti: altro non sono che delle piccole scuse per sentirsi meno in colpa? Allora mi ritrovo a pensare, che forse, se durante la settimana, incominciassi a mangiare più verdura e meno grassi, magari una volta ogni tanto, potrei sgarrare. Cosa potrebbe succedere? Mi sento come un drogato che inventa qualsiasi eccezione pur di confermare la regola: “sto benissimo senza, ma oggi ne ho voglia e non c’è niente di male“.
Finirà così? Sarò per sempre giudicata dalla mia parte vigile che sarà il giudice in ogni scelta alimentare che farò da oggi? Sarò nuovamente libera di godermi i miei pasti o avrò sempre il pensiero che quello che sto facendo è profondamente sbagliato?
Saprò trovare una giusta via di mezzo o in questo caso le vie di mezzo non funzionano? O mangi bene o basta quell’unica eccezione per rovinare tutto il lavoro fatto?
Carnivori incalliti, vegetariani convinti: parlatemi e spiegatemi. Come vivete la vostra quotidiana alimentazione? La rinuncia porta piano piano alla consapevolezza di aver scelto bene o niente al mondo può convincermi di vivere il momento senza rimpianti?
Al momento sono ancora frastornata da tutte le informazioni, dovrò con calma metabolizzare tutto quello che ho letto finora. Ma alla fine, metabolizzerò anche la costata di stasera o finirò per ordinare qualcos’altro?

Probabilmente mi comporterò da irresponsabile. Mangerò la mia costata, ma ogni boccone sarà un pensiero fisso. E magari, sarà con quel tarlo in testa, che incomincerà la mia ascesa alimentare nel regno del cibo per la salute.
Come un tossicodipendente in cerca della sua dose, troverò qualche scusa adatta alla situazione o spingerò via quel menu succulento come se fosse uno spacciatore con il quale ho deciso di chiudere i conti?

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2 pensieri su “VEGANI VS CARNIVORI: QUAL E’ LA SOLUZIONE?

  1. Ciao! Premetto che non sono mai stata una salutista, le mie birrette me le bevo così pure i miei aperitivi e così via. Sono vegetariana semplicemente perché non voglio mangiare gli animali, quindi per me non è rinunciare a qualcosa ma è uno stile di vita che mi permette di essere in pace con la mia coscienza ed i miei pensieri. Però credo che in ogni caso la formula giusta sia mai stroppiare e fare ciò che ci rende felici ed appagati!

    1. Ciao anche a te! Direi che sul discorso salutista, siamo d’accordo…(birretta is the best). Mi sono accorta piano piano nel tempo che sto sempre più accantonando la carne a favore del pesce, ma seguendo il discorso animalista, che sta a cuore anche a me, forse non è giusto scegliere di ingurgitare un animale rispetto ad un altro. Per il resto, credo che non sarò mai né vegetariana convinta, né una carnivora assoluta, sono un po’ seghina quando si tratta di rinunce. Più che altro sto migliorando l’alimentazione in modo graduale, certo, se mi accorgessi che un giorno ho del tutto tolto le proteine animali, sarei curiosamente stupita ma soddisfatta di me stessa. Un abbraccio!

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